Autostima e consapevolezza

 

Oggi, sempre più persone decidono per l’impianto cocleare o di avere protesi digitali di ultima generazione, per questo, sempre più persone possono dare il loro parere ed il loro giudizio sui risultati che hanno ottenuto e su come affrontare la vita dopo questo cambiamento.

Senza entrare nello specifico, come sapete i risultati non sono per tutti uguali, oltre alla sordità, possono esserci altre situazioni che vanno ulteriormente ad aumentare le difficoltà, le tempistiche ed i risultati di riabilitazione.

Ma c’è una cosa che quasi tutti sottovalutano, i risultati, principalmente dipendono da voi stessi.(e questo non è cosa da poco)

Quanto vi sto per dire, interpretatelo per voi stessi se avete IC o PA, oppure come genitori, per i vostri figli con IC o PA

Ho letto vari, tanti, troppi commenti, chi fatica arrivare a sera con l’IC, chi non vede l’ora di toglierlo, chi c’è l’ha con i mappatori e chi con i logopedisti e chi più ne ha più ne metta.

C’è anche chi non gradisce che l’impianto si vede, li sminuisce, li fa sentire diversi, troppo diversi, ovvio, tutto è plausibile, tutto è rispettabile come opinione e volontà.

Tutto questo è vero, siamo diversi, siamo uomini che vivono attaccati a delle batterie, uomini che dipendono da dispositivi elettronici, uomini che devono riiniziare un nuovo cammino, ma soprattutto siamo uomini con una propria dignità da rispettare e da far rispettare.

In questo caso penso a quelle persone malate di cuore, in attesa di trapianto o che non possono essere trapiantate…mai viste??

Hanno un dispositivo meccanico/elettronico, una pompa, che si portano giorno e notte in una ingombrante borsa attaccata alla cintura o a tracolla, come un grande borsello da cui escono i tubi per il pompaggio del sangue.

E’ il loro cuore artificiale provvisorio, questo dispositivo li tiene in vita.

Pensate alle loro difficoltà per convivere con uno strumento simile e di tali dimensioni..

Allora penso: ma questi vivono, vivono con questo ingombrante e visibilissimo sistema, ma non si vergognano se si vede, perché questo sistema li tiene in vita e la vita è la cosa più preziosa che ci sia al di là di qualsiasi cosa si debba fare per stare in vita.

Ecco allora che il nostro Impianto Cocleare o le nostre PA, non sono niente in confronto al grande disagio ed alla ingombrante visibilità del dispositivo di queste persone.

Il nostro impianto ci tiene in vita, una vita uditiva che ci permette un’integrazione, integrazione impossibile se non l’avessimo.

Impariamo a essere più consapevoli di noi stessi, delle nostre capacità, cominciamo a vedere gli eventi in modo positivo, facciamo emergere la nostra autostima.