Imparare, Conoscere, Suggerire

Un mio amico sacerdote mi ha sempre detto:

l’uomo, quando ci sono delle scelte da fare e queste scelte costano “fatica ed impegno” per comodo e per convenienza, sceglie sempre la soluzione più facile, quella che richiede minor impegno, soluzione che sicuramente non gli darà il massimo risultato e le massime aspettative.

Stare seduti su una poltrona pensando di non fare niente per migliorarsi e basarsi solo sull’esperienza del mappatore è la cosa più sbagliata, guardarsi un bel film mentre tuo figlio gioca alla play-station è sicuramente meno impegnativo e più piacevole che non fare ore ed ore, giorno dopo giorno in internet a documentarsi di queste cose, all’inizio è un po’ caotico, ma un po’ alla volta si impara.

Chiedere sempre al mappatore cosa sta facendo e perché, una volta che ti sei fatto un bagaglio conoscitivo puoi interagire direttamente con chi mappa per avere dei confronti e degli scambi di vedute su cosa sta facendo ed in base a questo si possono riportare dettagli molto importanti per le mappature successive, diventare partecipi ed attivi nella fase di messa a punto dell’IC.

Certo, tutto questo costa molto tempo e molta fatica, ci vuole un bell’impegno, imparare terminologie, metodi e processi che non si conoscono richiede pazienza e molta dedizione, ma questo ti porta ad un livello tale dove la conoscenza acquisita ti mete in un’altra luce rispetto a prima nei confronti di chi ti sta seguendo nel recupero uditivo..

Un esempio un po’ blando in quanto non essenziale per la vita come invece lo è l’IC o la PA:

sarebbe come prendere un costoso cellulare con tante funzioni e non saperlo usare.

Bisogna imparare e per imparare dedicarci del tempo, bisogna imparare e non fermarsi solo alle telefonate, bisogna saperlo usare bene tutto.

Se nessuno ci insegna ci si arrangia da soli usando la testa, col manuale, in internet, chiedendo a chi già c’è l’ha e lo sa usare bene. (rapportato a IC e PA, manuali, internet, tecnici mappatori, forum….c’è tutto)

Quando lo saprete usare bene insegnerete ai vostri figli, li osserverete durante l’uso e li correggete dove sbagliano, oppure darete info a chi gli insegna (mappatore e logo)……..se voi stessi non conosceste bene il funzionamento e l’uso, non potreste mai sapere dove i vostri figli vanno corretti.

E’ quindi molto importante per i genitori avere questa preparazione, partecipare a tutte le fasi di regolazione e logopedia, osservare attentamente l’evoluzione del figlio ai cambiamenti di mappa, e soprattutto non mirare solo ai risultati uditivi ma ad una vera integrazione del deficit sotto tutti gli aspetti.

In base alla situazione, cercate di comportarvi in modo che ci sia un normale rapporto, parlate e fatevi parlare normalmente, vi sforzerete a capire, ma è tutto esercizio…..mai farsi trattare diversamente, perdereste anche stima di voi stessi.

Sentire i rumori è un conto, decodificare il linguaggio è un' altro, proprio per questo dovete attivarvi e diventare partecipi alla crescita uditiva vostra o dei vostri figli.

Un altro errore da evitare quello di dire: io ci sento bene e sono a posto così, oppure mio figlio/a ci sente bene ed è contento.

Io ci sento bene ed uso il telefono, questa frase l’ho detta 11 anni fa subito dopo l’attivazione del mio primo impianto cocleare nel 2003, e penso che ad un certo punto tutti la dicano, qualsiasi risultato abbiano.

Sentivo tutto, ma però il mio cervello era talmente impegnato a sentire che non memorizzava nient’altro, durante la giornata rimanevo mezzo rimbambito ed alla sera ero stanco morto per non dire che ero sfinito.

Immaginate un bambino che non è nelle migliori condizioni uditive, come possa fare per apprendere e crescere uditivamente e nello sviluppo del linguaggio se il suo cervello è impegnato a fare altro.

Ecco perché diventa essenziale immedesimarsi ed imparare quanto più possibile affinché il vostro apporto di adulti impiantati/genitori di figli impiantati diventi fondamentale per capire quali sono i miglioramenti o meno ad ogni cambio di mappa, per raggiungere il massimo traguardo possibile.

Imparare, conoscere, capire, giudicare, suggerire, sono gli elementi essenziali.

A volte mi rimetto per qualche minuto il mio vecchio IC e la prima cosa che mi passa per la mente è questa: cavoli, dicevo di sentire tutto ed oggi con questo vecchio IC sento come da un bidone, una voce che viene dal profondo e di cui non capisco niente……ed allora, come facevo a dire che sentivo tutto?

Se non avessi fatto quello che ho fatto per migliorarmi, se fossi stato comodo sulla poltrona io oggi sarei ancora con la voce da bidone che mi perseguita e non sarei nella condizione attuale che invece è ben diversa.

Per fare tutto questo ci vuole molta pazienza e autostima di se stessi, autostima che i genitori devono infondere ai propri figli con iniezioni di fiducia a volontà, farli sentire stimolati, renderli partecipi ed attivi in modo propositivo durante tutte le fasi di questo percorso….ma voi genitori queste cose le sapete meglio di me, io l’ho provato solo su me stesso.

Il Confronto con Te Stesso

Mi piange il cuore quando leggo di alcune persone che da un po’ di tempo hanno l’impianto cocleare e non lo portano, oppure non sono costanti, qui la cosa si fa un po’ più seria ed impegnativa.

Il motivo non è sicuramente per il fatto che si sentano diversi o perché si vede, il motivo è da ricercare nei risultati che queste persone hanno, risultati che poi si riversano su stati emotivi che li porta a queste situazioni di rifiuto.

Pensiamoci bene, se uno è contento del traguardo raggiunto sicuramente non rinuncia al mezzo con cui ha raggiunto il traguardo, se uno non è contento non ci pensa due volte e lo vede come un’enorme ostacolo.

Cercate di capire in modo costruttivo e non polemico quanto vi sto dicendo.

Sicuramente la cosa che più da fastidio è quando si sente o si vede qualcuno con risultati migliori rispetto ai propri (per i bambini, immedesimo i genitori), questa è la cosa più sbagliata che si possa pensare, credere che gli altri siano migliori di te.

Io stesso ci son passato, nel confronto mi vedevo sempre inferiore agli altri, finché pensavo in quel modo ero sempre abbattuto e senza voglia di continuare, non avevo progressi, mi sentivo un perdente che aveva fallito quanto avevo sempre pensato si potesse ottenere con l’IC.

Così è stato fino a quando ho smesso di giudicarmi sui confronti ed ho deciso che “ il vero confronto era solo ed esclusivamente con me stesso”…..e non con gli altri.

Da quel giorno ho cominciato a cercare di capire cosa bisognava fare per migliorare, ho cominciato a interessarmi, a seguire forum Italiani ed esteri in cui si parlava di parametri, di mappature, di strategie, e di quanto potesse essere utile per imparare e capire cosa stessero facendo gli altri che avevano il mio stesso IC.

Potreste ribadirmi: certo tu sei tecnico e per te è stato facile….non è assolutamente vero, io non sono nato tecnico, anche io ho dovuto imparare tutto e usare il mio cervello per immagazzinare tutte le info partendo da zero, anche voi tutti potete riuscirci, basta mettersi davanti un traguardo che volete raggiungere.

Se ti piacerebbe andare a pescare e non sai pescare, che fai?...ti informi, ti interessi, chiedi, e poi provi, ti fai guidare da qualcuno, ed un po’ alla volta, giorno dopo giorno ti fai esperienza fino al punto di poter capire le tecniche, e dare consigli ad altri…….tutto questo perché?...perché lo vuoi fare, ci vuoi arrivare.

E’ esattamente la stessa cosa, con la volontà niente è impossibile, è solo questione di tempo.

Abbiamo degli ottimi e capaci professionisti, mappatori, logopedisti molto professionali che danno il loro massimo per aiutarci, però ognuno di noi è diverso, non possiamo pretendere che loro abbiano la bacchetta magica per tutti noi.

La taratura dell’IC e la gestione dello stesso, avviene attraverso un software che elabora le informazioni in modo matematico, ma noi non siamo dei computer e non abbiamo risposte matematiche, abbiamo risposte psicofisiche diverse da individuo a individuo.

A volte loro stessi, in base alla loro esperienza, pensano che sia meglio seguire una strada con certi parametri quando invece la nostra risposta psicofisica è diversa da quella che in realtà loro si aspettano dai parametri che hanno messo.

Per questo, dobbiamo aiutarli per far si che il loro lavoro sia guidato anche dalle nostre indicazioni, per farlo bene, per farlo in modo costruttivo dobbiamo conoscerne i meccanismi, sapere i cambiamenti che vengono fatti ed a ogni nuova mappatura, conoscere le funzioni dell’IC, cosa fa questa, cosa fa quella, conoscerne la differenza rispetto a prima di questi cambiamenti, per ragionarci sopra ed arrivare a delle conclusioni utili.

Tuto questo sempre visto in un’ottica di rispetto verso di loro che sono professionisti, ci porta verso un percorso di riabilitazione che prevede varie fasi “ragionate” da noi stessi, è come quando si deve risolvere un problema che inizi a dire…faccio questo, poi faccio quello, per poi fare questo…e poi dici, no aspetta, questo fatto così non va bene perché quella volta che avevo provato andava peggio.

Si diventa così parte attiva del percorso e si può portare un contributo maggiore che non sia quello solito, ci sento così, quello non lo sento, quello è paperino….etc.

Complicata la faccenda, ma molto affascinante ed intellettiva

Autostima e consapevolezza

 

Oggi, sempre più persone decidono per l’impianto cocleare o di avere protesi digitali di ultima generazione, per questo, sempre più persone possono dare il loro parere ed il loro giudizio sui risultati che hanno ottenuto e su come affrontare la vita dopo questo cambiamento.

Senza entrare nello specifico, come sapete i risultati non sono per tutti uguali, oltre alla sordità, possono esserci altre situazioni che vanno ulteriormente ad aumentare le difficoltà, le tempistiche ed i risultati di riabilitazione.

Ma c’è una cosa che quasi tutti sottovalutano, i risultati, principalmente dipendono da voi stessi.(e questo non è cosa da poco)

Quanto vi sto per dire, interpretatelo per voi stessi se avete IC o PA, oppure come genitori, per i vostri figli con IC o PA

Ho letto vari, tanti, troppi commenti, chi fatica arrivare a sera con l’IC, chi non vede l’ora di toglierlo, chi c’è l’ha con i mappatori e chi con i logopedisti e chi più ne ha più ne metta.

C’è anche chi non gradisce che l’impianto si vede, li sminuisce, li fa sentire diversi, troppo diversi, ovvio, tutto è plausibile, tutto è rispettabile come opinione e volontà.

Tutto questo è vero, siamo diversi, siamo uomini che vivono attaccati a delle batterie, uomini che dipendono da dispositivi elettronici, uomini che devono riiniziare un nuovo cammino, ma soprattutto siamo uomini con una propria dignità da rispettare e da far rispettare.

In questo caso penso a quelle persone malate di cuore, in attesa di trapianto o che non possono essere trapiantate…mai viste??

Hanno un dispositivo meccanico/elettronico, una pompa, che si portano giorno e notte in una ingombrante borsa attaccata alla cintura o a tracolla, come un grande borsello da cui escono i tubi per il pompaggio del sangue.

E’ il loro cuore artificiale provvisorio, questo dispositivo li tiene in vita.

Pensate alle loro difficoltà per convivere con uno strumento simile e di tali dimensioni..

Allora penso: ma questi vivono, vivono con questo ingombrante e visibilissimo sistema, ma non si vergognano se si vede, perché questo sistema li tiene in vita e la vita è la cosa più preziosa che ci sia al di là di qualsiasi cosa si debba fare per stare in vita.

Ecco allora che il nostro Impianto Cocleare o le nostre PA, non sono niente in confronto al grande disagio ed alla ingombrante visibilità del dispositivo di queste persone.

Il nostro impianto ci tiene in vita, una vita uditiva che ci permette un’integrazione, integrazione impossibile se non l’avessimo.

Impariamo a essere più consapevoli di noi stessi, delle nostre capacità, cominciamo a vedere gli eventi in modo positivo, facciamo emergere la nostra autostima.

Sistemi a induzione Magnetica

 

Il Sistema ad induzione magnetica è una tecnologia nata parecchi anni fa, oggi ancora usata ma con prestazioni più scadenti rispetto ad altri sistemi.

Il Sistema ad induzione magnetica sfrutta il campo magnetico per trasmettere senza cavi direttamente ad IC dotati di "Bobina Telefonica" chiamata anche "T-coil"

La piccola bobina all'interno dell'IC, raccoglie il segnale che arriva tramite il campo magnetico e lo invia al sistema di amplificazione interno dell'IC.

Il segnale viene trasmesso in analogico, quindi la qualità del suono trasmessa non è di ottima qualità, a volte ci possono essere interferenze ed il livello del suono/volume non è costante.

Il suono che arriva è privo di rumori di fondo se sull'IC viene attivato solo il segnale in ingresso tramite "T-coil", è possibile comunque attribuire varie percentuali da attribuire al T-Coil o ai microfoni dell'IC.

Per usare questa tecnologia, nella mappa del Naida va attivata la funzione "T-Coil", inoltre bisogna avere un accessorio denominato "laccio magnetico", "oppure collana magnetica".

 

Ne esistono di vari modelli, quello con gancetto da mettere dietro l'orecchio, oppure la vera collana magnetica che va messa attorno al collo.

 

 

Il metodo tradizionale d'uso è quello di infilare il connettore del sistema magnetico nel telefonino, nell'MP3, nel dispositivo che genera il suono in uscita, che può essere anche l'uscita cuffie della TV.

Questo sistema è stato da qualche anno affiancato da sistemi Bluetooth, la collana magnetica riceve direttamente senza fili l'audio del telefonino o da dispositivi dotati di Bluetooth e tramite il sistema magnetico lo invia all'IC.

 

Confronto tra Music Link e Collana/Laccio magnetico.

Non confronto sicuramente le performance del Music Link e del Laccio magnetico rispetto alle prestazioni di Roger Pen, sono dispositivi completamente diversi che risolvono problematiche d’uso divers
e.

Torno però a quanto avevo scritto in merito al confronto con Roger Pen ed il Laccio magnetico, a quando ho regolato il volume per sentire bene da Roger e dal laccio magnetico non si sentiva niente.

Ho ricreato questa situazione avendo collegato sia il laccio magnetico che music link, stesso volume in ingresso, come detto con il laccio magnetico al collo non si sente niente, invece con music link posizionato sul padiglione auricolare si sente a volume pieno.

Ma certo, è semplice, la differenza sta proprio nel fatto che music link è realizzato per essere indossato praticamente a ridosso dell’IC, è attaccato, mentre la collana è più distante e quindi richiede maggior potenza di volume per poter arrivare all’IC.

Questo fa sì che il poco volume che arriva a music link è percepito dall’IC ad un volume più alto rispetto al laccio, come controprova è bastato mettere il laccio a ridosso degli IC per avere lo stesso volume del Musik link.

Esiste chiaramente una diversa forma costruttiva con caratteristiche diverse tra i 2.

Il laccio magnetico ha un contenitore in cui sono inserite le batterie per il funzionamento proprio perché per poter funzionare richiede una potenza maggiore, ha un microfono integrato per essere usato col cellulare, ha la regolazione del volume, ha un tasto di spegnimento.
Music link non ha niente di tutto questo, non ha microfono, non ha regolazione del volume, non ha batterie e tasto di spegnimento, funziona semplicemente inserendolo nel jack del cellulare perché ha bisogno di pochissima alimentazione.

Quindi, stesso concetto di funzionamento ad induzione magnetica ma caratteristiche diverse, il laccio è completo di tutto quello che serve per essere autonomo, esempio, una volta collegato al cellulare puoi telefonare tenendo in tasca il cellulare in quanto microfono e regolazione del volume sono disponibili dal laccio, con music link questo non è possibile, per rispondere al telefono devi portare il telefono nelle vicinanze della bocca per poter usare il microfono del telefono.

Detto questo, la qualità dell’audio è pressoché uguale, il vantaggio di music link è sicuramente quello di dare meno disturbi dovuti a campi magnetici esterni che potrebbero dare interferenza (gracchiare) proprio perché music link, a differenza del laccio è praticamente attaccato agli IC e non distante come il laccio.

La portabilità è invece a favore del laccio, è vero che lo indossi al collo ma è altrettanto vero che trasmettendo via induzione magnetica, non ci sono cavi visibili che arrivano fino alle orecchie, cavi che potrebbero dare fastidio.

Vedo bene l’uso di entrambi, dipende dalla vostra preferenza, per essere abbinati al cellulare o a riproduttori multimediali portatili.

Non vedo bene l’uso per la televisione perché comunque il collegamento sarebbe un collegamento via cavo fino al Jack della TV.

Music link ottimo per una semplice soluzione a basso costo e con buone prestazioni dell’audio.

 

Come realizzare un sistema Wireless Bluetooth.

Un sistema fatto in casa, perfetto, che costa poco, .......... e liberarsi dei cavi di collegamento col cellulare.

Molto semplice, basta acquistare un dispositivo Bluetooth che abbia un fissaggio a c
lip (per agganciarlo agli indumenti) e che abbia un’uscita audio con Jack da 3,5”, a cui andrà collegato un laccio magnetico oppure un music link (mono oppure stereo se avete bilaterale) se non li avete sono da acquistare, uno dei due in base a quello che preferite usare.

Music Link o laccio magnetico possono anche non avere il microfono incorporato perché il microfono è disponibile nella clip.

Clip Bluetooth se ne trovano di vari modelli e con vari prezzi in internet a partire dai 20-25 euro in su. (In Google scrivete “clip Bluetooth”)

L’importante è acquistare i modelli che oltre ad avere il normale Bluetooth abbiano anche il protocollo A2DP per gestire i file multimediali.

Ovviamente, consiglio di acquistare una clip Bluetooth di qualità abbastanza buona che di solito ha un prezzo medio. (Non prendete cinesate ma marche note)

E poi, dove lo colleghiamo?

Ma al cellulare, è ovvio, o a qualsiasi altro dispositivo Bluetooth multimediale.

Per iniziare ad usarlo bisogna fare l’abbinamento (Paring) tra cellulare e Clip seguendo le istruzioni del manuale della clip.

Ora, a seconda delle vostre preferenze collegate il Laccio magnetico oppure un Music link nel Jack della clip per far sì che il segnale audio arrivi agli IC o alle PA mediante il sistema ad induzione magnetica.

Fissate la clip al collo della camicia o altro indumento tenendola il più possibile vicino alla bocca, nascondete o fate passare il cavo sotto gli indumenti.

Il gioco è fatto, ora, quando volete telefonare o vi arriva una telefonata, basta accettarla dal pulsantino sulla clip, sempre dalla clip potete alzare e abbassare il volume e chiudere la telefonata.

Potete sentire la musica dai file multimediali che avete sul telefonino tenendolo tranquillamente in tasca, dalla clip potete regolare il volume e cambiare brano.

Altre funzioni (richiamata, chiamata vocale… etc.) saranno disponibili in base al modello di clip che andrete ad acquistare.

Ecco un valido sistema per sfruttare al meglio il laccio magnetico o music link, da usare in automobile, quando siete per strada, in ambienti rumorosi sfruttando il Bluetooth e che vi permette di aumentare la comprensione con 2 semplici dispositivi a basso prezzo, quindi, rapporto prezzo/prestazioni, Ottimo!

 

Creare un sistema di trasmissione wireless digitale a 2.4 GHz. Basso costo, alta qualità audio.

Per ascoltare la TV e qualsiasi altra fonte audio. (Computer, TV, stereo Hi-Fi, lettore MP3, etc.).

Utilizzando una serie di componenti che si trovano in commercio ho realizzato un sistema di trasmissione wireless digitale a 2.4 GHz. (Banda libera ISM da 2.400 a 2.483,5 MHz) che uso principalmente per ascoltare la TV.

Per realizzare il sistema ci vuole un Kit Audio digitale wireless composto da un trasmettitore e da un ricevitore di dimensioni veramente ridotte e che hanno l’antenna di trasmissione e ricezione integrata.

Il trasmettitore viene alimentato tramite un alimentatore di rete a 220V che alimenta il trasmettitore a bassa tensione, va collegato all’uscita audio della TV, può essere anche collegato con presa USB al PC.

In caso di collegamento a un PC il trasmettitore viene alimentato direttamente dal computer tramite la connessione USB senza la necessità di doversi collegare alla presa elettrica.

E’ presente una funzione di “Autoscan” per la sintonizzazione automatica del canale di trasmissione utilizzato scelto tra gli 8 disponibili, tramite apposito tasto si avvia la procedura di Autoscan per la scelta automatica dei canali presenti tra i 2.400 e 2.483,5 MHz.

E inoltre presente un selettore per la scelta dell’ingresso audio, da Jack, o da presa USB.

Il ricevitore funziona con 2 Batterie AAA, questo lo rende portatile, è provvisto di un’uscita con Jack da 3.5mm. che accetta il collegamento con un laccio magnetico o con un Music Link, dispone della regolazione del volume audio in ingresso, ovviamente si possono collegare anche cuffie auricolari, ma di sicuro non fanno per noi.

Il ricevitore ti dà la possibilità di cambiare in modo semplice e veloce la sorgente del segnale (fino a 4 canali differenti) e così trasferire senza fili il segnale audio al ricevitore collegato agli auricolari o al sistema ad induzione magnetica.

La trasmissione tra trasmettitore e ricevitore avviene in Wireless digitale a 2.4 GHz. Con una qualità audio paragonabile a quella di un CD, il ritardo massimo tra trasmissione e ricezione è meno di 0,5 millisecondi.

Perfetto, collegate il trasmettitore all’uscita audio della TV, indossate il laccio magnetico, selezionate con l’Autoscan il canale di trasmissione e, buon ascolto.

Il segnale ha una portata in campo libero, con trasmettitore a vista, senza ostacoli fino a 30 metri, passa anche attraverso i muri, compatibilmente con eventuali fonti di interferenze presenti.

Come detto la qualità dell’audio è buona, si ha a disposizione anche una regolazione del volume per un ascolto piacevole.

Il mio utilizzo è sempre stato con una collana a laccio magnetico, in quel caso ho notato una durata delle batterie in ascolto dalla TV di circa 5-6 ore.

Io uso batterie AAA ricaricabili, quindi di pronta sostituzione e sempre disponibili.

Che dire, è un oggetto che a basso costo, risolve un problema abbastanza presente per l’ascolto dalla TV con prestazioni buone e quindi con rapporto prezzo/prestazioni molto conveniente.

Il vero problema è stato trovare il Kit Audio Wireless con queste caratteristiche, io ho fatto veramente fatica 6 anni fa quando ho ideato questa soluzione, ora mi sembra abbia maggior disponibilità e minor costo rispetto a prima. (L’ho visto anche su Ebay)

Questo sistema per ascoltare la TV ed altra fonte audio, unito al sistema Clip Bluetooth risolve abbondantemente le esigenze quotidiane di ascolto in situazioni difficili, soluzioni a basso costo non un ottimo rapporto Prezzo/Prestazioni/Qualità.

Ps: certo che non è una Roger Pen.

Guido Renato Venturini, sordo da adulto a 43 anni.

Ho sempre avuto il pallino dell’automazione e dell’innovazione tecnologica.

Pur non avendo una laurea, mi viene naturale pensare in modo tecnologico e questo ha contraddistinto la mia vita, sopratutto la mia vita lavorativa.

Anche se spesso venivo chiamato "Ingegnere", non sono un Ingegnere, in realtà sono un "Sistemista" cioè colui che con le proprie capacità e le proprie idee, trova le soluzioni ai problemi altrui, soluzioni globali che partono dall'ideazione, al progetto, alla meccanica, all'elettronica, al software, alla facilità d'uso, all'interfaccia con l'utilizzatore, insomma, tutto ciò che serve per far funzionare bene il sistema dall'inizio alla fine.

Ho fondato una società di Robotica e Automazione Industriale ancor oggi presente sul mercato, sono stato Amministratore e Tecnico Commerciale, Progettista di Robot Antropomorfi e Sistemi di Automazione Complessi, facendomi conoscere nell’ambiente della robotica e dell’automazione come persona capace, e apprezzato da molti, sopratutto come innovatore per le le mie idee e per i miei progetti.

Con progetti ed applicazioni innovative che ho ideato e realizzato, a volte sono stato precursore di una tecnologia che il mercato non era ancora pronto a recepire se non solo qualche anno dopo.

Applicazioni e realizzazioni tecnologiche ancora oggi proposte da varie aziende del settore della robotica.

Durante la mia esperienza lavorativa ho incontrato molte difficoltà che hanno contraddistinto le mie scelte, ma sono sempre riuscito a superarle con grande impegno, slancio e determinazione.

L’ostacolo maggiore della mia vita è stato la malattia che mi ha colpito all’apice della mia carriera, è una malattia rara che di solito colpisce un orecchio, ancor più rara se li colpisce entrambi……ebbene a me li ha colpiti entrambi!

Una sindrome di Mènière bilaterale, ha causato nel tempo la mia sordità.

Per più di 15 anni ho dovuto convivere con questo disturbo pur rimanendo operativo tutti i giorni nella mia attività lavorativa, e questo, per chi ha la sindrome di Mènière sa cosa vuol dire.

Prognosi sbagliate e mancanza di cure risolutive mi hanno portato però alla sordità, mettendo la parola fine alla mia carriera che è sfociata nella mia uscita dalla società.

Il mio lavoro consisteva essenzialmente nel risolvere problemi agli altri con soluzioni tecnologiche e molto all'avanguardia, ora dovevo essere capace di risolvere un problema più grande: La mia Sordità.

A settembre del 2003 ho effettuato il primo intervento chirurgico per il primo impianto cocleare.

Logopedia e riabilitazione mi hanno consentito un buon recupero uditivo, recupero che però non mi consentiva ancora una vita adeguata.

A Febbraio del 2013 sono stato sottoposto all'intervento per il secondo impianto cocleare.

Una riabilitazione appropriata, con tanta tenacità, volontà e spirito vincente, mi ha permesso di raggiungere in pochi mesi un grande risultato uditivo.

Ora la mia vita è cambiata, il bilaterale consente ottimi recuperi uditivi ed una completa integrazione nella vita sociale.