Guido Renato Venturini, sordo da adulto a 43 anni.

Ho sempre avuto il pallino dell’automazione e dell’innovazione tecnologica.

Pur non avendo una laurea, mi viene naturale pensare in modo tecnologico e questo ha contraddistinto la mia vita, sopratutto la mia vita lavorativa.

Anche se spesso venivo chiamato "Ingegnere", non sono un Ingegnere, in realtà sono un "Sistemista" cioè colui che con le proprie capacità e le proprie idee, trova le soluzioni ai problemi altrui, soluzioni globali che partono dall'ideazione, al progetto, alla meccanica, all'elettronica, al software, alla facilità d'uso, all'interfaccia con l'utilizzatore, insomma, tutto ciò che serve per far funzionare bene il sistema dall'inizio alla fine.

Ho fondato una società di Robotica e Automazione Industriale ancor oggi presente sul mercato, sono stato Amministratore e Tecnico Commerciale, Progettista di Robot Antropomorfi e Sistemi di Automazione Complessi, facendomi conoscere nell’ambiente della robotica e dell’automazione come persona capace, e apprezzato da molti, sopratutto come innovatore per le le mie idee e per i miei progetti.

Con progetti ed applicazioni innovative che ho ideato e realizzato, a volte sono stato precursore di una tecnologia che il mercato non era ancora pronto a recepire se non solo qualche anno dopo.

Applicazioni e realizzazioni tecnologiche ancora oggi proposte da varie aziende del settore della robotica.

Durante la mia esperienza lavorativa ho incontrato molte difficoltà che hanno contraddistinto le mie scelte, ma sono sempre riuscito a superarle con grande impegno, slancio e determinazione.

L’ostacolo maggiore della mia vita è stato la malattia che mi ha colpito all’apice della mia carriera, è una malattia rara che di solito colpisce un orecchio, ancor più rara se li colpisce entrambi……ebbene a me li ha colpiti entrambi!

Una sindrome di Mènière bilaterale, ha causato nel tempo la mia sordità.

Per più di 15 anni ho dovuto convivere con questo disturbo pur rimanendo operativo tutti i giorni nella mia attività lavorativa, e questo, per chi ha la sindrome di Mènière sa cosa vuol dire.

Prognosi sbagliate e mancanza di cure risolutive mi hanno portato però alla sordità, mettendo la parola fine alla mia carriera che è sfociata nella mia uscita dalla società.

Il mio lavoro consisteva essenzialmente nel risolvere problemi agli altri con soluzioni tecnologiche e molto all'avanguardia, ora dovevo essere capace di risolvere un problema più grande: La mia Sordità.

A settembre del 2003 ho effettuato il primo intervento chirurgico per il primo impianto cocleare.

Logopedia e riabilitazione mi hanno consentito un buon recupero uditivo, recupero che però non mi consentiva ancora una vita adeguata.

A Febbraio del 2013 sono stato sottoposto all'intervento per il secondo impianto cocleare.

Una riabilitazione appropriata, con tanta tenacità, volontà e spirito vincente, mi ha permesso di raggiungere in pochi mesi un grande risultato uditivo.

Ora la mia vita è cambiata, il bilaterale consente ottimi recuperi uditivi ed una completa integrazione nella vita sociale.