Il Confronto con Te Stesso

Mi piange il cuore quando leggo di alcune persone che da un po’ di tempo hanno l’impianto cocleare e non lo portano, oppure non sono costanti, qui la cosa si fa un po’ più seria ed impegnativa.

Il motivo non è sicuramente per il fatto che si sentano diversi o perché si vede, il motivo è da ricercare nei risultati che queste persone hanno, risultati che poi si riversano su stati emotivi che li porta a queste situazioni di rifiuto.

Pensiamoci bene, se uno è contento del traguardo raggiunto sicuramente non rinuncia al mezzo con cui ha raggiunto il traguardo, se uno non è contento non ci pensa due volte e lo vede come un’enorme ostacolo.

Cercate di capire in modo costruttivo e non polemico quanto vi sto dicendo.

Sicuramente la cosa che più da fastidio è quando si sente o si vede qualcuno con risultati migliori rispetto ai propri (per i bambini, immedesimo i genitori), questa è la cosa più sbagliata che si possa pensare, credere che gli altri siano migliori di te.

Io stesso ci son passato, nel confronto mi vedevo sempre inferiore agli altri, finché pensavo in quel modo ero sempre abbattuto e senza voglia di continuare, non avevo progressi, mi sentivo un perdente che aveva fallito quanto avevo sempre pensato si potesse ottenere con l’IC.

Così è stato fino a quando ho smesso di giudicarmi sui confronti ed ho deciso che “ il vero confronto era solo ed esclusivamente con me stesso”…..e non con gli altri.

Da quel giorno ho cominciato a cercare di capire cosa bisognava fare per migliorare, ho cominciato a interessarmi, a seguire forum Italiani ed esteri in cui si parlava di parametri, di mappature, di strategie, e di quanto potesse essere utile per imparare e capire cosa stessero facendo gli altri che avevano il mio stesso IC.

Potreste ribadirmi: certo tu sei tecnico e per te è stato facile….non è assolutamente vero, io non sono nato tecnico, anche io ho dovuto imparare tutto e usare il mio cervello per immagazzinare tutte le info partendo da zero, anche voi tutti potete riuscirci, basta mettersi davanti un traguardo che volete raggiungere.

Se ti piacerebbe andare a pescare e non sai pescare, che fai?...ti informi, ti interessi, chiedi, e poi provi, ti fai guidare da qualcuno, ed un po’ alla volta, giorno dopo giorno ti fai esperienza fino al punto di poter capire le tecniche, e dare consigli ad altri…….tutto questo perché?...perché lo vuoi fare, ci vuoi arrivare.

E’ esattamente la stessa cosa, con la volontà niente è impossibile, è solo questione di tempo.

Abbiamo degli ottimi e capaci professionisti, mappatori, logopedisti molto professionali che danno il loro massimo per aiutarci, però ognuno di noi è diverso, non possiamo pretendere che loro abbiano la bacchetta magica per tutti noi.

La taratura dell’IC e la gestione dello stesso, avviene attraverso un software che elabora le informazioni in modo matematico, ma noi non siamo dei computer e non abbiamo risposte matematiche, abbiamo risposte psicofisiche diverse da individuo a individuo.

A volte loro stessi, in base alla loro esperienza, pensano che sia meglio seguire una strada con certi parametri quando invece la nostra risposta psicofisica è diversa da quella che in realtà loro si aspettano dai parametri che hanno messo.

Per questo, dobbiamo aiutarli per far si che il loro lavoro sia guidato anche dalle nostre indicazioni, per farlo bene, per farlo in modo costruttivo dobbiamo conoscerne i meccanismi, sapere i cambiamenti che vengono fatti ed a ogni nuova mappatura, conoscere le funzioni dell’IC, cosa fa questa, cosa fa quella, conoscerne la differenza rispetto a prima di questi cambiamenti, per ragionarci sopra ed arrivare a delle conclusioni utili.

Tuto questo sempre visto in un’ottica di rispetto verso di loro che sono professionisti, ci porta verso un percorso di riabilitazione che prevede varie fasi “ragionate” da noi stessi, è come quando si deve risolvere un problema che inizi a dire…faccio questo, poi faccio quello, per poi fare questo…e poi dici, no aspetta, questo fatto così non va bene perché quella volta che avevo provato andava peggio.

Si diventa così parte attiva del percorso e si può portare un contributo maggiore che non sia quello solito, ci sento così, quello non lo sento, quello è paperino….etc.

Complicata la faccenda, ma molto affascinante ed intellettiva