Imparare, Conoscere, Suggerire

Un mio amico sacerdote mi ha sempre detto:

l’uomo, quando ci sono delle scelte da fare e queste scelte costano “fatica ed impegno” per comodo e per convenienza, sceglie sempre la soluzione più facile, quella che richiede minor impegno, soluzione che sicuramente non gli darà il massimo risultato e le massime aspettative.

Stare seduti su una poltrona pensando di non fare niente per migliorarsi e basarsi solo sull’esperienza del mappatore è la cosa più sbagliata, guardarsi un bel film mentre tuo figlio gioca alla play-station è sicuramente meno impegnativo e più piacevole che non fare ore ed ore, giorno dopo giorno in internet a documentarsi di queste cose, all’inizio è un po’ caotico, ma un po’ alla volta si impara.

Chiedere sempre al mappatore cosa sta facendo e perché, una volta che ti sei fatto un bagaglio conoscitivo puoi interagire direttamente con chi mappa per avere dei confronti e degli scambi di vedute su cosa sta facendo ed in base a questo si possono riportare dettagli molto importanti per le mappature successive, diventare partecipi ed attivi nella fase di messa a punto dell’IC.

Certo, tutto questo costa molto tempo e molta fatica, ci vuole un bell’impegno, imparare terminologie, metodi e processi che non si conoscono richiede pazienza e molta dedizione, ma questo ti porta ad un livello tale dove la conoscenza acquisita ti mete in un’altra luce rispetto a prima nei confronti di chi ti sta seguendo nel recupero uditivo..

Un esempio un po’ blando in quanto non essenziale per la vita come invece lo è l’IC o la PA:

sarebbe come prendere un costoso cellulare con tante funzioni e non saperlo usare.

Bisogna imparare e per imparare dedicarci del tempo, bisogna imparare e non fermarsi solo alle telefonate, bisogna saperlo usare bene tutto.

Se nessuno ci insegna ci si arrangia da soli usando la testa, col manuale, in internet, chiedendo a chi già c’è l’ha e lo sa usare bene. (rapportato a IC e PA, manuali, internet, tecnici mappatori, forum….c’è tutto)

Quando lo saprete usare bene insegnerete ai vostri figli, li osserverete durante l’uso e li correggete dove sbagliano, oppure darete info a chi gli insegna (mappatore e logo)……..se voi stessi non conosceste bene il funzionamento e l’uso, non potreste mai sapere dove i vostri figli vanno corretti.

E’ quindi molto importante per i genitori avere questa preparazione, partecipare a tutte le fasi di regolazione e logopedia, osservare attentamente l’evoluzione del figlio ai cambiamenti di mappa, e soprattutto non mirare solo ai risultati uditivi ma ad una vera integrazione del deficit sotto tutti gli aspetti.

In base alla situazione, cercate di comportarvi in modo che ci sia un normale rapporto, parlate e fatevi parlare normalmente, vi sforzerete a capire, ma è tutto esercizio…..mai farsi trattare diversamente, perdereste anche stima di voi stessi.

Sentire i rumori è un conto, decodificare il linguaggio è un' altro, proprio per questo dovete attivarvi e diventare partecipi alla crescita uditiva vostra o dei vostri figli.

Un altro errore da evitare quello di dire: io ci sento bene e sono a posto così, oppure mio figlio/a ci sente bene ed è contento.

Io ci sento bene ed uso il telefono, questa frase l’ho detta 11 anni fa subito dopo l’attivazione del mio primo impianto cocleare nel 2003, e penso che ad un certo punto tutti la dicano, qualsiasi risultato abbiano.

Sentivo tutto, ma però il mio cervello era talmente impegnato a sentire che non memorizzava nient’altro, durante la giornata rimanevo mezzo rimbambito ed alla sera ero stanco morto per non dire che ero sfinito.

Immaginate un bambino che non è nelle migliori condizioni uditive, come possa fare per apprendere e crescere uditivamente e nello sviluppo del linguaggio se il suo cervello è impegnato a fare altro.

Ecco perché diventa essenziale immedesimarsi ed imparare quanto più possibile affinché il vostro apporto di adulti impiantati/genitori di figli impiantati diventi fondamentale per capire quali sono i miglioramenti o meno ad ogni cambio di mappa, per raggiungere il massimo traguardo possibile.

Imparare, conoscere, capire, giudicare, suggerire, sono gli elementi essenziali.

A volte mi rimetto per qualche minuto il mio vecchio IC e la prima cosa che mi passa per la mente è questa: cavoli, dicevo di sentire tutto ed oggi con questo vecchio IC sento come da un bidone, una voce che viene dal profondo e di cui non capisco niente……ed allora, come facevo a dire che sentivo tutto?

Se non avessi fatto quello che ho fatto per migliorarmi, se fossi stato comodo sulla poltrona io oggi sarei ancora con la voce da bidone che mi perseguita e non sarei nella condizione attuale che invece è ben diversa.

Per fare tutto questo ci vuole molta pazienza e autostima di se stessi, autostima che i genitori devono infondere ai propri figli con iniezioni di fiducia a volontà, farli sentire stimolati, renderli partecipi ed attivi in modo propositivo durante tutte le fasi di questo percorso….ma voi genitori queste cose le sapete meglio di me, io l’ho provato solo su me stesso.