La Legge Sul Lavoro

Le attuali disposizioni di legge e di assistenza per l’inserimento lavorativo dei sordi, si sono finora rivelate poco efficienti e di poco aiuto alle persone che ne hanno diritto e bisogno.

Vorrei quindi porre alla vostra attenzione, alcune proposte, prospettive e valutazioni per l’inserimento lavorativo di persone disabili, in particolar modo sorde.

In generale coloro che non hanno un'occupazione sono indubbiamente stigmatizzati e vedono diminuire il loro valore sociale, soprattutto se disabili.

Il lavoro come indicatore dello status e della ricchezza, il lavoro come misura del contributo di una persona e del suo interesse verso gli altri.

Il collocamento mirato prevede che l’inserimento nell’organizzazione del lavoro, sia proficuo e avvenga tenendo conto delle diverse esigenze del lavoratore disabile e del datore di lavoro.

Elementi principali sono l’integrazione lavorativa e ambientale, la funzionalità dei lavoratori, l’indicazione della capacità lavorativa, le abilità, le competenze, le inclinazioni del soggetto; oltre che sulla natura e sul grado della minorazione.

E’ essenziale che le persone sorde, come tutte le persone disabili, abbiano pari diritti e opportunità di trovare un'occupazione.

Troppo spesso i “candidati” sordi sono esclusi dal mercato del lavoro.

In molti casi questa esclusione è dovuta a inopportune barriere, ai preconcetti e ai pregiudizi dei datori di lavoro piuttosto che ai limiti delle persone sorde stesse.

Dare maggiore assistenza, una formazione appropriata e condizioni professionali adeguate usando anche la tecnologia, senza la quale qualsiasi corso di formazione sarebbe inutile.

Ma alla prova dei fatti, tanti sordi oggi sono ancora in attesa di collocamento, forse ci sarebbe qualcosa da rivedere sulla attuale legge 68/99 e trovare altre opportunità di autonomia lavorativa.